Come l'Accademia dei Pugni di Pietro e Alessandro Verri nacque a Milano nel pieno dell'Illuminismo per scuotere le coscienze attraverso Il Caffè, così l'Accademia delle Informazioni vide la luce in un altro momento di discontinuità storica: la pandemia da Covid‑19 del 2020.

Dipinto di Antonio Perego raffigurante i membri dell'Accademia dei Pugni
I membri dell'Accademia dei Pugni riuniti attorno a Cesare Beccaria e ai fratelli Verri, fucina ideale de Il Caffè. Antonio Perego · circa MDCCLXVI

Fu in quel periodo di forzata immobilità e riflessione che Edoardo Ferri e Marco Costantino maturarono una convinzione che andava oltre la dimensione professionale e tecnica peritale delle pubblicazioni del loro Studio Tecnico: quella di dare vita a un progetto senza fini di lucro, capace di coniugare passione, divulgazione e ricerca scientifica nel dominio della sicurezza delle informazioni e della cibernetica. Non una semplice estensione dell'attività peritale, ma un'iniziativa culturale autonoma, fondata sulla collaborazione libera e sul valore della conoscenza condivisa, così come avrebbe poi sancito lo statuto dell'Associazione nel definirne gli scopi istituzionali.

Prima pagina del periodico Il Caffè, numero I del 1764
Il Caffè, Num. I MDCCLXIV

Nacque così Il Cibernetico, rivista a carattere tecnico scientifico pensata non come cronaca tecnica del settore, ma come strumento di analisi critica e approfondimento culturale. L'approccio fu deliberatamente non convenzionale: nella convinzione che la sicurezza delle informazioni non sia soltanto una questione di strumenti e procedure, ma anzitutto una responsabilità culturale e sociale, la rivista si propose di richiamare l'attenzione sul valore intrinseco di ogni dato, personale o organizzativo, e sui rischi derivanti da un suo trattamento poco consapevole.

Ciò che sorprese i fondatori fu quanto accadde quasi inaspettatamente: nel pieno della pandemia, mentre il mondo si scopriva più vulnerabile e più digitale che mai, attorno a Il Cibernetico cominciò a formarsi un seguito inatteso. Lettori, professionisti, studiosi e appassionati ritrovarono in quelle pagine qualcosa di raro: una voce che parlava di sicurezza con profondità culturale, senza ridursi al manuale tecnico.

Fu così che iniziarono a farsi avanti i primi autori, coadiuvati da Alessandro Agrati. Persone mosse dal medesimo spirito, accomunate dall'insofferenza per la superficialità e dalla volontà di contribuire alla crescita della consapevolezza, si unirono nel tempo all'impresa, diventando il fulcro autentico delle attività dell'Accademia e il suo patrimonio più prezioso.

Accanto alla pubblicazione de Il Cibernetico, l'Accademia delle Informazioni opera nella più ampia divulgazione della cultura della sicurezza delle informazioni, producendo ricerca scientifica e affiancando gli attori istituzionali, pubblici e privati, nella condivisione della conoscenza nei rispettivi settori di riferimento. L'associazione si propone in tal modo quale gruppo specialistico, secondo quanto richiesto dalla normativa vigente.

La scelta di Pavia come sede dell'Associazione si lega a un patrimonio culturale di particolare rilievo. Proprio nelle aule dell'Università di Pavia si formò Cesare Beccaria, che vi conseguì la laurea in utroque jure il 13 settembre 1758, pochi anni prima di concepire Dei delitti e delle pene, opera maturata nel cenacolo dei Verri e di cui anticipazioni e suggestioni trovarono spazio nelle pagine de Il Caffè. Lo seguirono nello studio pavese del diritto Alessandro Verri, fratello di Pietro, e Giambattista Biffi, anch'essi membri attivi dell'Accademia dei Pugni. L'Università di Pavia è inoltre, dagli anni Ottanta del Novecento, il principale centro italiano degli studi su Beccaria e sull'illuminismo lombardo, con la cura dell'Edizione Nazionale delle opere di Beccaria, sedici volumi conclusi nel 2014 e oggi dell'Edizione Nazionale delle opere di Pietro Verri.

A questo legame storicamente accertato si affianca una suggestione di natura più congetturale, da accogliere con la dovuta cautela. Secondo un'ipotesi avanzata da alcuni studi recenti, non univocamente accolta dalla critica, Pietro Verri, nell'inventare il personaggio di Demetrio quale cornice narrativa de Il Caffè, avrebbe potuto ispirarsi al reale Caffè Demetrio di Pavia, fondato intorno al 1758 in corso Strada Nuova dal commerciante Demetrio Sarcani, di origine dalmata e dunque non greco in senso stretto, come talora si è ripetuto. Si tratta di una congettura suggestiva più che di un dato accertato; restituisce tuttavia alla città di Pavia un possibile legame ulteriore con la stagione del giornalismo illuminista italiano — un legame che l'Accademia delle Informazioni, dalla propria sede pavese, sceglie idealmente di raccogliere.

L'Associazione Culturale Accademia delle Informazioni e.t.s., con sede a Pavia, prese forma istituzionale attorno a questo nucleo fondatore. Il Consiglio Direttivo, composto da Edoardo Ferri (Presidente), Marco Costantino (Vicepresidente), Alessandro Agrati (Segretario Tesoriere) e i Consiglieri Alessandro Manzo e Michele Ventimiglia, ha guidato l'associazione nella sua fase costitutiva e nel consolidamento della sua identità.

“Ovunque Intelligere
comprendere ovunque

Il motto scelto riassume con efficacia l'ambizione del progetto: essere un faro di conoscenza e consapevolezza nel vasto oceano del cyberspazio, capace di affrontare con rigore scientifico, passione culturale e senso di responsabilità le sfide che il mondo digitale pone al singolo individuo e alla collettività.